Storie per piccoli cuori

Pizzette e amore

Ricordi…

Le pizzette fritte!

(…e che “ci azzeccano” in questa pagina?)

Era una festa in casa Montini.

Partecipavamo tutti.

La mamma impastava la pasta con la farina e noi bambini avevamo il nostro pezzetto, da impastare insieme a lei.

I grembiuloni non riuscivano ad evitare di infarinarci tutti ed erano tante risate quando i nasini diventavano bianchi…

Quando le pizzette erano preparate sul tavolo con il pomodoro, noi bambini aggiungevamo il pezzettino di mozzarella o la foglia di basilico…

Ma il momento topico era chiuderle!

Con i ditini schiacciavamo bene i bordi per sigillarle “Chiudiamole bene altrimenti esce tutto il sugo!”

C’erano poi le pizzette per papà, con la ricotta e il pepe, ma quello doveva metterlo la mamma perché pizzicava al naso!

L’operatore ufficiale della frittura era papà.

Nella catena di montaggio lui era l’addetto al fornello, con un bel grembiule e tante raccomandazioni a noi bambini di stare lontano perché “l’olio è pericoloso e può schizzare”.

Non avevamo le moderne friggitrici e lui, usando una vecchia padella, faceva andare l’olio bollente sulle pizzette usando un cucchiaio.

Noi bambini da lontano guardavamo affascinati: Le pizzette friggevano e si gonfiavano come palloncini mentre imbrunivano…

Papà ci raccontava di come l’olio bollente era usato nel Medio Evo come arma terribile nelle battaglie.

“Lo versavano dalle mura dei castelli per colpire quelli che tentavano di salire con le scale… “

I racconti della storia, affascinanti come le favole, si confondevano con l’odore delle pizzette in un clima festoso, magico!

Che bei ricordi…

Quasi come quelli degli gnocchi, che la mamma preparava la mattina presto della domenica con le patate e noi bambini facevamo i rotolini da tagliare e “l’orecchietta”, con ditino nella pasta…

Anche lì tutti insieme, l’operatore ai fornelli era ancora papà e…

“mi raccomando bisogna prenderli subito dalla pentola appena galleggiano altrimenti diventano molli!”

Niente televisione, niente masterchef. Poche cose semplici, tanto tanto calore.

Oggi credo che momenti così siano stati mattoni che mi hanno costruito.

Li conservo nel cuore con tenerezza.

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Oggi corriamo.

La sera c’è da vedere il film o la partita, siamo stanchi.

La televisione, immensa, con mille canali, ci zittisce.

Le pizzette si comprano, e magari ce le portano anche a casa…

Va bene.

Ma posso proporvi di fare le pizzette, con i vostri bambini, tutti insieme?

Sarebbe un “cucinare delle pizze”?

No!

Sarebbe terapia per costruire persone sicure e felici!

Meglio di “scuola di calcio” o piscina…

Modi potenti per scavare solchi nei cervelli e piantarci semi.

Per “esserci sempre” per i bambini.

… e restare per sempre nella parte più intima dei loro cuori!

dott. Tommaso Montini, pediatra

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