Storie per piccoli cuori

Parola d’ordine: esserci!

Ma insomma, cara fata smemorina di Cenerentola, io dico:

“Bidibobidi ecc…”

“Una volta che lo fai, questo incantesimo… fallo bene!”

E invece… “A mezzanotte finisce tutto e… subito a casa!” ???

Ma che cattiveria!

Una beffa! Perché illudere quella povera ragazza?!

…o no?

Mi sfugge qualcosa?

Uhm… Leggendo bene sì. Anche Cenerentola può insegnarci qualcosa.

Cosa?

Per gli adolescenti, porre dei limiti con cui fare i conti e imparare a gestirli, è importante.

Non si tratta di trovare una via di uscita alle nostre paure genitoriali, quanto di dare ai ragazzi regole che aiutino ad infondere sicurezza e contenimento.

Regole discusse e condivise, certo, ma che facciano sentire che noi genitori ci siamo.

In adolescenza è normale che le regole siano combattute.

Normale anche che ci si scontri, ma i ragazzi hanno bisogno di sentire la nostra presenza.

Tra genitori e figli imparare a gestire scontri e punti di vista diversi nel rispetto dei ruoli è un grandissimo allenamento per la vita!

“Ma no… che dici!”

“I miei la sera non mi aspettano affatto! Loro escono per fatti loro!”

“Sono “aperti” e “giovani”: fanno le stesse cose mie e sono come i miei amici!”

“Aggiornati! Si chiama libertà!”

“Bello. Certo, sei libero.”

“Ma forse anche… solo!!”

Un genitore “che rompe”… “Rompe!”

…Ma è un genitore che c’è.

Genitori amici? No grazie. Gli amici li hanno già.

Servono genitori.

Servono riferimenti.

Servono spalle sicure.

Possibilità di tornare e trovare rifornimenti e soluzioni.

Confronto… e anche scontro!

Le regole sono fastidiose, forse sono fatte anche per essere infrante qualche volta, ma i nostri ragazzi ne hanno bisogno.

Rappresentano la sicurezza in un momento fragile del loro sviluppo e aiutano a tenere sotto controllo l’inondazione delle loro spinte emotive.

Ma attenzione!

In adolescenza “regole” non significa “signor-sì” e “attenti-riposo”.

Servono discussioni dove conta la coerenza e la credibilità di quello che diciamo.

Possiamo parlare di valori, se noi stessi ci crediamo.

Possiamo affrontare confronti se noi stessi sappiamo conquistare stima e se manifestiamo stima.

Discussione aperta e forse anche aspra qualche volta.

Ma nel rispetto reciproco, ascoltando le ragioni l’uno dell’altro e non è detto che abbiamo sempre ragione noi!

Saranno davvero “cresciuti” ed effettivamente “maturi” quando le regole esterne diventeranno interne.

Quando cioè la corteccia cerebrale sarà abbastanza matura da controllare ed elaborare la spinta prorompente delle emozioni e pulsioni.

Ce la faremo?

“Che il Signore ce la mandi buona!”

Ma ce la faremo se, con tutti i nostri limiti e i nostri difetti, sapremo sempre…

Esserci!

Tommaso Montini, pediatra

 

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