
Dopo un intero pomeriggio di piega, appendi, impila, accoppia calzini – il compito più arduo – ho aperto lo sportello del mobile nel ripostiglio per riporre il ferro da stiro.
Ho arrotolato con cura il filo cercando di non torcerlo, ho fatto spazio tra le spugnette che nel frattempo erano cascate l’una sull’altra e, proprio mentre richiudevo lo stipetto, un pensiero è venuto a trovarmi.
Capita sempre così con i miei pensieri, ormai lo sapete, arrivano nei momenti più impensabili. È durato un attimo, ma abbastanza per distogliermi da quello che stavo facendo e far volare la mente altrove.

Ogni giorno, ogni settimana, ogni mese, ogni anno.
Quante energie dedichiamo a fare ordine FUORI di noi.
Nei vestiti, negli armadi, nelle stanze, anche in quelle che gli altri non vedono, come un piccolo ripostiglio.
Quanto ci preoccupiamo che l’esterno appaia sempre stirato, apparecchiato, sistemato.


Allora sì che ci ritroveremmo a vivere in un mondo davvero ordinato.
Non perché ogni cosa è catalogata, schedata, messa in fila, ma semplicemente perché è al suo giusto posto e tutto è in armonia.